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Chi ben comincia #4

Avevo promesso di essere costante in questa rubrica ed eccomi qua ^^
ieri avrei voluto parlare di tante cose, ma non ne ho avuto il tempo :(
da dove cominciamo? E' uscito il trailer di Colpa delle stelle, è uscito Onyx, è uscito The Elite, ho cambiato la grafica (è stato più forte di me! Mi piaceva quella di prima..ma non so, le immagini stonavano sullo sfondo verdino xD)..insomma, tante cose belle in un solo giorno *_*
 Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e consiste in poche, semplici regole:
• Prendere un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
• Copiare le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
• Scrivere titolo e autore per chi fosse interessato
• Aspettare i commenti

Il libro di cui vi lascio l'incipit oggi è Ti aspettavo di J. Lynn, alias Jennifer Armentrout. Lo so, lo so. Sto leggendo già Angelize..e Chi è Mara Dyer..e Cinder xD ma mi chiamava e non ho saputo resistere *_*


Nella vita avevo due grandi paure. La prima era quella di svegliarmi in piena notte e trovarmi faccia a faccia con un fantasma: improbabile, ma pur sempre un pensiero terrificante. La seconda era quella di entrare in ritardo in un’aula affollata. Odiavo essere in ritardo. Odiavo che la gente si voltasse a guardarmi. Il che era inevitabile se arrivavi un minuto dopo l’inizio della lezione. Per questo motivo, nel fine settimana, con Google Maps avevo calcolato al millimetro ladistanza tra il mio appartamento di University Heights e il parcheggio riservato agli studenti. E domenica avevo fatto avanti e indietro in macchina due volte per accertarmi che Google non si sbagliasse. Un chilometro e novecento metri, per la precisione. Cinque minuti in tutto. Ero persino uscita di casa con un quarto d’ora di anticipo, in modo da arrivare dieci minuti prima dell’inizio della lezione, che cominciava alle nove e dieci. Quel che non avevo calcolato era il chilometro e mezzo di coda allo stop: d’altronde, un
vero semaforo nel centro storico di una cittadina antica sarebbe stato chiedere troppo; inoltre non avevo previsto che in tutto il campus non sarebbe rimasto un solo posto libero. Avevo dovuto parcheggiare alla stazione ferroviaria là vicino, perdendo anche tempo prezioso a cercare le monetine per il parchimetro. Se proprio vuoi trasferirti all’altro capo del Paese, almeno prendi una stanza in dormitorio. Ce li hanno lì, i dormitori, vero? La voce di mia madre riecheggiava tra i miei pensieri quando mi fermai davanti all’edificio di Scienze intitolato a Robert Byrd, col fiato mozzo per aver percorso a passo spedito una salita troppo ripida. Ovviamente non ero voluta andare in dormitorio perché sapevo che prima o poi i miei genitori si sarebbero presentati all’improvviso e avrebbero iniziato a giudicare e commentare, e maie poi mai avrei permesso che un’innocente compagna di stanza assistesse a una scena del genere. Così avevo dato fondo ai miei sudati risparmi per affittare un trilocale vicino al campus. Mr e Mrs Morgansten ci erano rimasti molto male. E questo mi aveva dato grande soddisfazione. Mi stavo però già pentendo di quella piccola ribellione, perché, mentre transitavo dall’afa di quella mattina di fine agosto all’aria condizionata dell’edificio, erano già le nove e undici; e, come se non bastasse, l’aula di astronomia era al primo piano. Ma, soprattutto, perché diamine mi ero iscritta al corso di astronomia? Forse perché l’idea di partecipare anche solo a un’altra lezione di biologia mi dava la nausea? Sì, era per quello. Mi fiondai su per l’ampia scalinata, oltre la porta a doppio battente e... andai a sbattere contro il muro. Barcollai all’indietro, agitando le braccia come un vigile ubriaco. Il peso della borsa a tracolla piena di libri mi sbilanciò di lato. I capelli mi ricaddero sulla faccia, una coltre rossiccia cheper un attimo mi accecò completamente. Oh, santo cielo, stavo per cadere. Ormai era fatta. M’immaginai già con l’osso del collo spezzato. Sarebbe stato orribile... Qualcosa di solido e robusto mi cinse la vita, impedendomi di precipitare. La mia borsa invece finì a terra, rovesciando sul pavimento una pioggia di penne e libri costosissimi. Le mie penne! Le mie meravigliose penne stavano rotolando in ogni direzione. Un istante più tardi mi ritrovai addossata al muro. Il muro era stranamente caldo.Il muro sghignazzava. «Ehi, tutto a posto, tesoro?» disse una voce profonda.


Ogni volta quasi quasi vi riporto un capitolo intero xD fosse per me lo farei! 
Non potevo fermarmi nella parte più bella!

Bene, chi l'ha letto? :) Fatemi sapere che ve ne pare ^^

Commenti

  1. Oh Giu, ma come fai a leggere tutti questi libri?? :D Non vedo l'ora di leggere tutte queste recensioni. Adoro Noah *_*.
    Per quanto riguarda Ti aspettavo l'ho comprato proprio l'altro giorno, e sono stata fortunata perché ne era rimasto soltanto uno visto che è andato a ruba o_O
    L'incipit non lo leggo se no mi rovino la sorpresa ;).
    Io adesso sto leggendo Con te sarà diverso e lo sto praticamente divorando...è davvero bello *___*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Violet non lo so nemmeno io come faccio ahahahah xD
      Che fortuna ** io te lo consiglio! E' davvero molto bello!!!
      Amerai Cam *_*
      Sono curiosa di leggere la tua recensione di Con te sarà diverso, vorrei leggerlo anch'io **

      Elimina
  2. Ciao,che belle le righe del libro "ti aspettavo" sai per caso se è facile trovarlo in pdf per e book? ti ringrazio anticipatamanete. Elisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Elisa ^^
      io ho l'ebook, se mi contatti posso inviartelo ^^ però credo che sia epub non pdf.

      Elimina
  3. Grafiche sempre più belle eh, Giusy? Ti adoro *.*

    RispondiElimina
  4. Come diavolo fai a leggere tutti questi libri contemporaneamente lol

    RispondiElimina
  5. bellissimo incipt!!!*_*.....è un libro che desidero leggere!!!!^_^...
    Un bacione!!!
    P:S: bella anche questa grafica!!!^_*

    RispondiElimina

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