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Recensione "Le streghe di Manningtree" di A.K.Blakemore

Buongiorno lettori, oggi vi lascio la recensione di una lettura perfetta per questo periodo di ottobre, si tratta de “Le streghe di Manningtree” di A.K. Blakemore, in uscita oggi per la Fazi Editore che ringrazio come sempre per la gentile copia digitale fornita in anteprima!

Titolo: Le streghe di Manningtree
Autore: A.K.Blakemore
Editore: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2023
Traduttore: Velia Februari
Pagine: 336

"Inghilterra, 1643. Il Parlamento combatte contro il re, la guerra civile infuria, il fervore puritano attanaglia il Paese e il terrore della dannazione brucia dietro ogni ombra. A Manningtree, una cittadina della contea dell’Essex privata dei suoi uomini fin dall’inizio della guerra, le donne sono abbandonate a se stesse; soprattutto alcune di loro, che vivono ai margini della comunità: le anziane, le povere, le non sposate, quelle dalla lingua affilata. In una casupola sulle colline abita la giovane Rebecca West, figlia della vedova Beldam West, «donnaccia, compagna di bevute, madre»; tra un espediente e l’altro Rebecca trascina faticosamente i suoi giorni, oscurati dallo spettro incombente della miseria e ravvivati soltanto dall’infatuazione per lo scrivano John Edes. Finché, a scombussolare una quotidianità scandita da malelingue e battibecchi, in città non arriva un uomo: Matthew Hopkins, il nuovo locandiere, che si mostra fin dal principio molto curioso. Il suo sguardo indagatore si concentra sulle donne più umili e disgraziate, alle quali comincia a porre strane domande. E quando un bambino viene colto da una misteriosa febbre e inizia a farneticare di congreghe e patti, le domande assumono un tono sempre più incalzante… Le streghe di Manningtree è la storia di una piccola comunità lacerata dalla lenta esplosione del sospetto, in cui il potere degli uomini è sempre più illimitato e la sicurezza delle donne sempre più minata."

RECENSIONE "LE STREGHE DI MANNINGTREE" DI A.K. BLAKEMORE

Un libro molto duro e crudo che ci racconta, partendo da fatti realmente accaduti, una storia sulla caccia alle streghe che hanno dovuto subire molte donne del passato per il semplice fatto di essere tali, molto lontano da quelle storie romanzate a cui la cultura di massa ci ha tanto abituato!

Siamo nella puritana Manningtree nella contea dell’Essex, nell’Inghilterra del 1643 dilaniata dalla guerra civile. La maggior parte degli uomini, quelli in condizioni fisiche per poterlo fare, sono al fronte a combattere e i campi sono lasciati allo sbando, manca il cibo, manca tutto, la gente è affamata e per fame e per poter nutrire i propri figli purtroppo si è disposti a qualsiasi cosa. Ogni cosa considerata ‘strana’ è vista come una prova della presenza del Demonio e delle sue servitrici, ci si accusa a vicenda anche tra conoscenti pur di salvarsi la vita, mors tua vita mea, si approfitta dell'ignoranza della povera gente e del fanatismo religioso per prendere alla lettera il dover estirpare a tutti i costi la stregoneria, come dice la Bibbia. Ci troviamo in un periodo dove la medicina era molto arretrata e contaminata dal misticismo e dove una crisi epilettica era vista naturalmente come la prova che qualcuno ti aveva lanciato un maleficio. In questo clima di fame e miseria è pertanto facile e comprensibile l’attecchire dei semi del dubbio e del sospetto. A farne le spese sono come sempre le donne. Quelle emarginate, sole, vedove, anziane o semplicemente più acculturate, intelligenti ed indipendenti che sono malviste soprattutto perché non hanno bisogno di niente e nessuno per essere tali, vittime del pregiudizio e bigottismo della società dell’epoca.

La storia ci viene narrata dal punto di vista di una delle accusate, Rebecca West, giovane donna
costantemente in lotta tra quello che vorrebbe essere e quello che deve essere perché impostole dalla morale religiosa del tempo. Semplice, modesta, intelligente, innamorata. La sua unica colpa essere figlia di Anne, la Beldame West, una vecchia megera che spesso abusa di alcol, fiera ed orgogliosa, dal carattere impossibile e temuta da tutti.
L’altro protagonista è Matthew Hopkins, altro personaggio realmente esistito come Rebecca, un forestiero che verrà in città a stravolgere la fragile vita quotidiana di Manningtree, convinto che gli strani accadimenti del paese siano segno della presenza del maligno. Con le sue domande insinuerà i semi del male tra la popolazione, diventerà un cacciatore di streghe e Inquisitore Generale e sarà realmente responsabile dell’uccisione per stregoneria di oltre trecento persone.

Ho trovato circa la prima metà del libro estremamente lenta con uno stile di scrittura fluido, ricercato, vecchio stile e ricco di termini desueti che ben si adattano al periodo narrato, ma che un po’ appesantiscono la lettura. Nella prima parte nulla si muove, vengono gettate le basi per la seconda parte dove entriamo invece nel vivo della storia. L’autrice è stata molto brava a farci entrare nell’animo dei personaggi. Nel farci percepire l’ambiguità e la spietatezza di Hopkins, ma anche la sua debolezza e il suo fanatismo. Nella realtà non sapremo mai se intraprese la sua folle missione per avidità, non dimentichiamoci per ogni persona condotta a giudizio gli veniva corrisposta una somma di denaro, o per vera convinzione di avere un compito divino da assolvere, dal libro propenderei più per la seconda ipotesi, ma fatto sta che quest’uomo fu l’artefice del massacro di numerose persone innocenti utilizzando metodi coercitivi per indurre alla confessione quando in Inghilterra la tortura era proibita. Da brividi, davvero.
E bravissima nel farci percepire l’angoscia della giovane Rebecca nella sua lenta discesa verso “l’Inferno”, l’agonia e la sofferenza di sapere di non aver fatto volontariamente nulla, ma di dover affrontare lo stesso una morte prematura per niente che non sia la follia umana, di vedere le persone a te care patire le più atroci sofferenze per nessuna ragione plausibile. Ma anche assistere alla sua forza, combattività e alla sua voglia di vivere e di vendetta fino all’inaspettato finale.

Un finale che ho trovato davvero perfetto con alcuni colpi di scena che non avevo previsto, non ho condiviso tutto, più che altro non so se ne sarei stata davvero capace, ma probabilmente le cose non potevano che andare in questo modo.

Bello, ma non posso dargli le quatto stelle piene perché comunque il suo stile non è riuscito a catturarmi in pieno, metà del libro l’ho trovata molto pesante perché troppo dispersiva e metà di un libro è troppo per quanto mi riguarda, mi deve catturare l’interesse molto prima.

Ottima lettura comunque, consigliata!

3,5⭐⭐⭐

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