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Recensione "C'era una casa sopra la collina" di Jessie Greengrass

 Buongiorno lettori, oggi ci tenevo a portarvi la recensione di un libro di narrativa contemporanea che ho adorato, "C'era una casa sopra la collina" di Jessie Greengrass, caratterizzato da tinte definite "apocalittiche" e una prosa magnetica, da marzo in libreria. Recensione in collaborazione con la casa editrice Bompiani che ringrazio per la copia del libro.

Titolo: C'era una casa sopra la collina. 
Autrice: Jessie Greengrass
Pagine: 263
Editore: Bompiani
Pubblicazione: 15 Marzo 2023
Traduttore: Giovanna Granato
Trama:
Questa è la storia di un’inondazione che costringe alcune persone a trovare rifugio in una casa che è sempre stata la casa delle vacanze, alta sopra la collina, come una sorta di arca. Perché nelle terre basse non si può più stare. Francesca, matrigna di Caro e madre di Pauly, ha previsto da scienziata il futuro vicino e preparato per loro (ma non per sé) il rifugio perfetto. Nella casa lassù la ragazzina e il bimbo trovano ad aspettarli un nonno e una tuttofare scorbutica. Tutto sembra funzionare, seppure a fatica, in questo isolamento: il mulino fornisce energia al generatore; l’orto dà i suoi frutti; c’è una serra per le coltivazioni più delicate; Pauly alimenta la sua passione di birdwatcher e s’incanta a osservare le garzette. Ma quando risulta chiaro che la salvezza è a rischio, e non è per tutti, come scegliere a chi riservarla? Un romanzo che parla di crisi climatica ma non predica nulla, che mette in guardia dai pericoli e solleva questioni morali, e ci dice della forza dei legami dentro una famiglia d’occasione ma non meno forte delle famiglie vere.

RECENSIONE "C'ERA UNA COSA SOPRA LA COLLINA" DI JESSIE GREENGRASS

Cosa puoi aspettarti:

 scenario apocalittico ma reale 
 cambiamento climatico 
 famiglie complicate
 autosostentamento 
 descrizioni spettacolari 
 found family 
 rapporto fratello-sorella
 passaggi riflessivi

Il titolo originale di questo libro è "The High House", la casa alta, ed è nella casa alta il cuore vibrante della narrazione. E' in questa casa sopra la collina, vicino al mare, che Caro e Pauly si rifugiano per sfuggire a una serie di inondazioni che colpiscono il luogo dove vivono a causa del cambiamento climatico. 

Caro e Pauly sono fratelli con il padre in comune, mentre la madre di Pauly è Francesca, una accademica attivista che ha fatto di tutto per mettere in salvo suo figlio e la sorella, andando a costruire un rifugio nella casa alta con l'aiuto di Sally e del Nonno, due nativi del piccolo paese vacanziero dove si trova la casa alta. 

"Alla fine scegliamo sempre noi stessi. O i nostri figli. Se siamo qui è solo perché Francesca non sopportava l'idea che Pauly annegasse, ma la casa alta non è un'arca. Non siamo davvero salvi. Siamo soltanto gli ultimi, aspettiamo. "

Ho visto questo libro definito come "apocalittico", ma in realtà è una versione del mondo che ho trovato molto reale e non distante da un futuro prossimo per alcune parti del globo. L'interno libro è narrato dai punti di vista dei tre giovani abitanti della casa: Caro è la sorella maggiore e si sente sulle spalle il peso e il dovere di trarre in salvo Pauly, pur sapendo che tutti i suoi sforzi non porteranno a nulla in quanto il mondo è destinato a soccombere alla potenza della natura. Pauly, d'altro canto, vede tutto con lo sguardo di un bambino: e allora la gita alla casa alta diventa un'occasione per osservare gli uccelli e i loro comportamenti.

"I miei genitori erano sempre stati assenti e, anche se non me li ricordo, mi ricordo com'era aspettarli: ogni sera andavo a dormire domandandomi se la mattina dopo ci sarebbero stati o sarebbero spariti - ... - Loro erano spariti del tutto e non c'era niente di veramente diverso, a parte il fatto che potevo smettere di aspettare che tornassero."

Poi ci sono Sally e il Nonno: loro non conoscono Pauly e Caro finché non è troppo tardi e il dado è tratto, ritrovandosi così in una convivenza forzata in questa casa - fortezza, circondati dalla natura che è fonte di sostentamento ma anche maligna, incontrollabile. Ho apprezzato moltissimo la figura del Nonno, una sorta di giudice infallibile per i tre ragazzi che si ritrovano da un momento all'altro senza un baricentro emotivo concreto.

"C'era una casa sopra la collina" è un libro che si costruisce sull'attesa di un evento: la trama è lampante, e quelle poche righe scritte all'inizio di questo articolo bastano per riassumerla. I pensieri e i racconti dei protagonisti prima, durante e dopo questo evento sono la spina dorsale del romanzo, e la scrittura di Jessie Greengrass è magnetica, potente; leggendo le descrizioni mi sembrava di essere lì con loro, sulla spiaggia o nell'orto, ad aspettare l'indicibile, l'impossibile. 

"Fu straordinario la velocità con cui si sgretolò tutto, alla fine. La città che, il giorno prima, era sembrata inespugnabile, che scintillava cristallina tra vetro e potere, fu ingoiata dal mare."

La mia copia di questo libro è annotata, sottolineata, evidenziata: questo per me misura la delicatezza e la forza dello stile della scrittrice, che basandosi su avvenimenti quasi elementari ha saputo creare e dare vita a personaggi che si infiltrano nei nostri pensieri e una storia fonte di riflessione, così reale e spaventosa da essere definita "apocalittica".

Per me sono 5 stelle, e chi mi conosce sa che raramente do questa valutazione! 

Giorgia @scusastavoleggendo

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