Recensione 'Noi i cattivi' di Amanda Foody e C.L.Herman: Review Party

Buongiorno lettori, oggi vi lascio la recensione di un libro che attendevo da molto, parlo di ‘Noi i cattivi’ di Amanda Foody e C.L.Herman.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale gentilmente fornita e Silvia del blog 'I miei sogni tra le pagine' per aver organizzato questo Review Party!


 TITOLO: Noi i cattivi
 AUTORE: Amanda Foody e C.L.Herman
 PAGINE: 396
 PUBBLICAZIONE: 17 GENNAIO 2023
 EDITORE: Mondadori
 TRADUTTORE: Silvia Rosa

"A ogni generazione, al sorgere della Luna di Sangue, le sette famiglie della remota città di Ilvernath scelgono ciascuna un proprio campione che combatterà in un torneo all'ultimo sangue.
In palio c'è il controllo assoluto sull'alta magia, la più potente al mondo, a lungo ritenuta esaurita e ora gelosamente custodita in segreto da una delle sette famiglie maledette di Ilvernath.
Finora i crudeli Lowe hanno vinto quasi tutti i tornei, e si preparano a confermare il proprio dominio. Ma quest'anno c'è qualcosa di nuovo: grazie al bestseller Una tradizione tragica, che ha svelato tutti i segreti del torneo della Luna di Sangue, i sette contendenti sono sotto i riflettori del mondo intero. Possono avere nuove informazioni, nuovi mezzi per vincere. Più di tutto, possono avere una scelta: accettare il loro destino, o riscrivere la storia.
Una storia che, però, deve essere intrisa di sangue."


Recensione 'Noi i cattivi' di Amanda Foody e C.L.Herman


La luna di sangue è tornata e così sta per adempiersi nuovamente la maledizione che grava sulla città di Ilvernath, ogni vent’anni infatti il campione scelto di ognuna delle sue sette famiglie si deve scontrare in un gioco al massacro che vedrà un solo vincitore e sopravvissuto, la posta in palio per il ventennio successivo è molto ghiotta, il possesso esclusivo della potentissima Alta Magia.

Dalla trama sembrava proprio un libro fatto apposta per me, una sorta di Hunger Games a colpi di magia misto a vibes del torneo Tremaghi di Harry Potter, dove tutti devono farsi fuori a vicenda senza esclusione di colpi e senza troppi scrupoli. I futuri campioni vengono cresciuti a pane e cattiveria, con le storie più mostruose, abituati a non affezionarsi a nessuno e a contare solo su sé stessi, perché conta solo la Famiglia e il potere e la gloria che ne conseguirebbe diventare i campioni del torneo.

La storia ci viene narrata dal punto di vista di quattro dei sette campioni, ne consegue che abbiamo ben descritti e sviluppati solo i loro caratteri, gli altri tre sono ugualmente protagonisti, ma restano sempre in secondo piano e non sviluppati a sufficienza, in un certo senso sacrificabili, e non è uno spoiler tranquilli!

Il libro si legge molto rapidamente, ci ho messo solo pochi giorni infatti, è scorrevole e l’alternanza dei diversi punti di vista non mi ha disturbato, ma anzi ha reso tutto più movimentato ed intrigante. E’ un libro che nell’insieme promuovo e di cui sicuramente vorrei SUBITO leggere il seguito, però e c’è un però, mi aspettavo qualcosa di diverso. Perché dalla trama e dal titolo mi sarei aspettata molta più cattiveria, ma una cattiveria vera, e invece qui non c’è nessuno di davvero malvagio per il puro gusto di esserlo, nessuno ha una natura perversa e soprattutto nessuno vuole uccidere nessuno! Sono tutti stati cresciuti per comportarsi in un certo modo e a credere di dover essere dei mostri per sopravvivere e che uccidersi tra di loro sia l’unico modo per adempiere ad una maledizione che non può essere spezzata in alcun modo. Ma non basta comportarsi da cattivi per esserlo davvero, questo ovviamente non li giustifica però non ne modifica la natura, qui infatti ogni personaggio soffre per ogni uccisione commessa, mai compiuta volontariamente, non godono nel compiere azione negative! Non saprei, ho avuto come l’impressione che l’autore non avesse voluto osare fino in fondo, ma probabilmente è solo una questione di aspettative diverse, le mie 😅

Anche il super campione, il mosto dei mostri, Alistair, che tra l’altro è comunque uno dei miei personaggi preferiti, dovrebbe essere il simbolo della malvagità ed invece è solo un ragazzo a cui hanno tolto tutto e a cui hanno fatto soffrire le pene dell’inferno per fargli credere di dover essere cattivo a tutti i costi!

I Lowe non raccontavano ai loro figli storie di mostri perché potessero ucciderli. I Lowe gliele raccontavano per far sì che loro stessi diventassero dei mostri.

Così come anche gli altri campioni, non sono intrinsecamente cattivi, ma solo per difesa, una risposta agli insegnamenti che gli sono stati inculcati dalle loro famiglie, i veri ‘cattivi’ del libro. L’altro protagonista maschile, Gavin, e altro mio preferito, per esempio è forse l’unico ad essere effettivamente ‘meno buono’, ma semplicemente perché è sempre stato considerato facente parte di una famiglia di reietti, considerati meno di niente, e quindi da sempre in cerca di riscatto e rivalsa!

La stessa lezione che avevano sempre provato ad insegnargli. I mostri non possono ferirti se tu stesso diventi un mostro.

C’è anche un lato romance, ma davvero accennato che, nonostante mi piaccia avere praticamente in ogni libro che leggo, qui ho trovato davvero forzato e fuori luogo!
Anche per quanto riguarda il lato splatter, nonostante sia una YA visto l’argomento trattato pensavo e mi aspettavo molto peggio, ci sono invece due scene contate che disturbano un po'.
Punto di forza è comunque la trama, originale, e l'ambientazione molto dark!

Il finale però è col botto con un potenziale cambiamento di rotta che mi lascia ben sperare per il suo seguito e che spero mi farà ricredere sulle mie critiche, per questo il mio giudizio per adesso è sospeso in un tre stelle e mezzo, confido nella sua conclusione!

⭐⭐⭐3,5

Passate a leggere nei prossimi giorni le recensioni degli altri blog partecipanti al review party, mi raccomando 😉


Alessia

Commenti

  1. La penso come te. Avrei voluto più sangue e più cattiveria. Un po' il finale me lo aspettavo...

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  2. A noi piace vedere scorrere il sangue XD

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