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Recensione "La città di ottone" di S. A. Chakraborty

Ciao lettori, oggi vi lascio la recensione de "La città di ottone" di S. A. Chakraborty, primo volume della trilogia Daevabad. Ringrazio Mondadori per la copia del libro!
Titolo: La Città di Ottone Autore: S. A. Chakraborty Pagine: 528 Editore: Mondadori (Oscar Fantastica) Anno: 2020 (ita) Compra a 9,99€ EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature d…

Recensione "L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson

Ciao lettori, oggi vi lascio la recensione del libro "L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson. Da qualche tempo mi ripromettevo di leggere un libro horror, specie questo della Jackson che sono stata lì lì per iniziarlo un paio di volte quest'anno. Complice l'uscita della serie tv netflix, alla fine mi sono decisa!

Titolo: L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Pagine: 233
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 1950
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Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

Recensione "L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson

Hill House è stata creata per essere inospitale. L'architettura stessa è stata pensata per creare una sorta di "effetto ottico" che distorce la realtà, come pareti inclinati, infinite stanze che ti fanno perdere la cognizione dello spazio. Si tratta di una casa infestata? E' proprio questo lo scopo della ricerca del dottor Montague, di Theodore, Luke e Eleanor: documentare non solo qualsiasi evento strano che accade nella casa, ma anche il proprio stato d'animo, per capire l'influenza che essa ha su loro.

Le mie emozioni nei confronti di questo libro sono contrastanti perché alcuni aspetti mi sono piaciuti, altri non mi hanno fatto impazzire anche se tutto sommato avevano un suo perché. La prima parte è quella che ho meno gradito perché ho fatto fatica a sopportare Eleanor, quella che possiamo considerare a tutti gli effetti la protagonista, visto che è il personaggio più caratterizzato.

Ha passato gran parte della vita a badare alla madre inferma e non ha vissuto molte esperienze, specie a contatto con altre persone. Questo è uno dei motivi che la spingono ad unirsi all'esperimento del dottor Montague, oltre al fatto che per una volta vuole essere lei a decidere per se stessa. Eleanor si comporta da ragazzina nonostante l'età, si lega alle persone in maniera ossessiva, si fa un sacco di flash mentali.  Pian piano che la storia avanza si nota una sorta di analogia tra Eleanor e Hill House, aspetto che manda più volte in confusione (nel senso buono) il lettore.

Instagram: @divoratoridilibri

I personaggi in generale non mi hanno fatto impazzire. Il Dottor Montegue poteva, anzi DOVEVA, essere una figura fondamentale, invece il suo personaggio è sprecatissimo visto che non fa nulla di più oltre a spiegare la storia della casa. Theodore ho fatto fatica ad apprezzarla. A me non piacciono per niente quei personaggi che si mostrano subito super simpatici e disponibili. Infatti con Eleanor diventano subito (praticamente appena si incontrano) amiche per la pelle, ma il loro rapporto sarà altalenante: un minuto prima vanno d'accordo, quello dopo si odiano. Poi Theodore sembra bipolare perché ci sono momenti in cui sembra affettuosa verso Eleanor e altri in cui la tratta malissimo. Capisco che avere a che fare con un personaggio come Eleanor non sia facile, però sembra falsa, ecco. Luke forse è l'unico personaggio che risulta vagamente gradevole, seppur a caratterizzazione non sta messo meglio degli altri.

La storia, come ho detto, inizialmente non mi faceva impazzire, ma più i personaggi interagivano con la casa più diventava interessante. In alcune scene mi è salito un brivido, però effettivamente non c'è tantissimo di horror. Mi sarebbe piaciuto che per certi aspetti fosse più approfondito, non solo i personaggi, ma anche la casa e la sua storia. Il finale mi ha lasciata divisa a metà. Diciamo che non sono un'amante delle questioni lasciate in sospeso, ma delle volte credo siano appropriate e che sia giusto così. Ancora però non ho capito se sia o meno il caso di questo libro.

altri libri di Shirley Jackson: Paranoia, Abbiamo sempre vissuto nel castello, Lizzie, La lotteria.


Fatemi sapere cosa ne pensate e passate a leggere la recensione de La cercatrice di storie (👉clicca qui). Stiamo anche guardando la serie tv, quindi presto ve ne parleremo!

Commenti

  1. Credo che la "bipolarità" di Theo possa trovare giustificazione (almeno in parte) con l'influenza nefasta della casa sulla sua psiche, a suo modo quasi fragile quanto quella di Nell... Comunque, c'è da dire che la sua controparte televisiva, nel telefilm di Flanagan, mi piace infinitamente di più! *____*

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    1. Sì, ci avevo pensato, ma è comunque fastidiosa XD
      Nella serie tv al momento (sono alla 1x05) piace moltissimo anche a me, così come Nell. :)

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  2. Volevo iniziare la serie ma credo leggerò prima il libro, di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza.

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    1. superata la prima metà, è una lettura scorrevolissima :)

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  3. La copertina è bellissima. Comunque di questa autrice mi ha sempre ispirato molto di più Abbiamo sempre vissuto nel castello, quindi credo che inizierò da questo. Sono troppo fifona per guardare la serie TV xD

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    1. ce ne sono di più belle senza ombra di dubbio XD però devo ammettere che nemmeno a me dispiace.
      Comunque non dirlo a me! Sono ancora alla 1x05 e la sto adorando, ma mi cago sotto. Sigh.

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  4. Ciao Giusy. Ho letto questo libro anni fa dopo aver visto il film e concordo in tutto e per tutto con te a parte che a me è piaciuta di più la prima parte e meno la seconda. Anche io avrei voluto un maggior approfondimento in alcune parti del romanzo e un finale diverso, tipo un diverso sviluppo del personaggio di Eleonor. Secondo me la storia c'era ma poteva essere scritta meglio...

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    1. io ho preferito la seconda perché entriamo nel vivo della storia e c'è qualche scena che dà i brividi (proprio quello che stavo cercando quando ho iniziato il libro!). Ma in generale hai ragione: la trama c'è ed è interessante. Fosse stata approfondita di più, veniva fuori un libro bellissimo.

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  5. Ho amato (anzi, stra-amato) la serie tv e spero che il libro non mi deluda!
    Conto di leggerlo per il mese prossimo :D

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  6. Mi spiace che il libro non ti abbia fatto impazzire e alcune delle cose che hai scritto mi han fatto storcere un po' il naso ma spero di riuscire a leggerlo comunque, anche perché ho in WL sia questo che Abbiamo sempre vissuto nel castello praticamente da tempo immemore e la serie tv mi ispira pure parecchio, quindi magari riuscirò finalmente a leggere almeno uno dei libri dell'autrice!!!

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    1. Anch'io avevo questo libro in wishlist da parecchio... tutto sommato non mi è dispiaciuto, ma speravo in qualcosina in più. Comunque spero che a te piaccia!
      Abbiamo sempre vissuto nel castello lo leggerò sicuramente.

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  7. Più ci penso più mi rendo conto che questo libro non mi ha convinto granché, però mi piacerebbe leggere qualcos'altro dell'autrice.

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