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Recensione "Nevernight. Mai dimenticare" di Jay Kristoff (o anche "Tutto quello che non mi è piaciuto del libro")

Ciao lettori, oggi recensione di Nevernight - Mai dimenticare, primo volume delle Cronache dell'Illuminotte, scritto da Jay Kristoff. Come già vi anticipo nel titolo, questo libro non mi è piaciuto. Adesso cercherò di spiegarvi per bene perché, cercando di evitare gli spoiler. Quei pochi che ho inserito sono stati oscurati, evidenziateli con il mouse per leggerli :D

Titolo: Nevernight. Mai dimenticare
Serie: Gli accadimenti di Illuminotte 1
Autore: Jay Kristoff
Pagine: 462
Editore: Mondadori (Oscar Fantastica)
Anno: 2019 (ita), 2016 (eng)
Comprarlo a 17,00€
Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

Recensione "Nevernight. Mai dimenticare" di Jay Kristoff

Perché ho deciso di leggere Nevernight

Nel giro di pochissimo tempo sono passata dal desiderare ardentemente questo libro a non volerne sentire più parlare. Nevernight era ovunque. Tutti ne parlavano, tutti lo osannavano. Poi ho letto qualche recensione non proprio entusiasta e mi sono fatta un'idea della storia: alcuni aspetti potevano piacermi, altri no. Vi confesso che ero davvero indecisa, però alla fine non ho fatto in tempo a disdire l'ordine.. e quindi che si fa? Si legge. Con calma e quando tutti se ne sarebbero dimenticati. Cioè adesso.

Di cosa parla Nevernight 

La protagonista è Mia Corvere, una sedicenne che dopo essere rimasta orfana decide di recarsi alla Chiesa Rossa, una sorta di Hogwarts degli assassini. All'inizio il paragone sembra azzardato e in effetti per certi versi lo è, e con "certi versi" intendo che la Rowling e Kristoff stanno su due pianeti diversi, mentre per altri non lo è affatto, visto che l'autore ha scopiazzato un po' qua un po' là (ma ci arriveremo). Lì Mia sarà addestrata per diventare una Lama e poter così rivendicare i suoi genitori. Infatti il padre è stato impiccato per tradimento e la madre e il fratellino gettati in gattabuia (che nel libro è chiamata precisamente Pietra Filosofale). Per poter accedere alla Chiesa Rossa non solo dovrà innanzitutto uccidere, ma anche affrontare una serie di prove. 

Cosa ho effettivamente trovato in Nevernight 

Non avevo quasi nessuna aspettativa, però un minimo di originalità la pretendevo. Oggettivamente parlando questo libro ha ben poco di originale, trasuda di già in visto in quasi ogni pagina.
Kristoff ha scritto un libro un po' scopiazzata da Harry Potter u po' da Le cronache del ghiaccio e del fuoco (in particolare la storyline di Arya Stark). E' come se avesse avuto intenzione di scrivere una sorta di fan fiction senza troppe pretese, giusto per divertire. Il problema però è che diverte di rado. Parecchi sono i riferimenti alla serie della Rowling (a partire dalla già citata Pietra Filosofale che non ha inventato la Rowling, VERISSIMO, però visti gli altri riferimenti non mi sorprenderei se l'idea l'avesse presa proprio dalla saga del famoso maghetto) che avrei anche potuto accettare, ma i problemi purtroppo sono altri, tipo l'intreccio, i personaggi, lo stile di Kristoff.

SPOILER: Scena in biblioteca con il "mantello d'invisibilità", strani mostri, Cassius che è un Severus Piton dei poveri, Jessemine che è il (la) Draco Malfoy (sempre dei poveri), la gara a punti, ecc. FINE SPOILER


@divoratoridilibri

L'idea della scuola per assassini è intrigante, ma il risultato non mi ha soddisfatta, per certi versi è anche imbarazzante. Parlo principalmente dei professori che oltre al fatto che sono piatti come d'altronde il resto dei personaggi, li ho trovati privi di carisma, per niente pericolosi come invece dovrebbero essere visto che sono degli assassini (forse solo Solis, da questo punto di vista, lo è stato).

SPOILER: vogliamo parlare dei professori che si fanno fregare da due ragazzini? Capisco l'effetto sorpresa, ma se per quattrocento pagine non fanno altro che ripete "Siamo tutti assassini" e poi sono i primi che si fanno fregare in questo modo....  FINE SPOILER

E già questo dovrebbe dirla lunga. Le materie che si svolgono sono interessanti, mi sarebbe piaciuto assistere a molte più lezioni in modo da entrare pienamente nel mood.

Però c'è stata una cosa che ho trovato veramente imbarazzante. E parlo della materia "Maschere". Durante le lezioni gli accoliti imparano le tecniche di seduzione (ma noi non vi assistiamo praticamente mai), ma non solo, infatti dovranno sottoporsi ad una specie di chirurgia estetica magiKa (la magia in questo mondo si chiama così, esattamente come la chiamerebbe un bimbominchia). Qui la regola dei protagonisti che devono accettarsi così come sono non vale, devono essere tutti belli-bellissimi. Che poi non è nemmeno questo l'aspetto più assurdo. L'aspetto no-sense è il fatto che parliamo di assassini... e non c'è nessun motivo per essere bellissimi. Se sei un assassino è meglio essere pieni di difetti per passare inosservato, piuttosto che essere un bonazzo e attirare l'attenzione. Cambiare faccia ci sta, ma solo quando c'è possibilità che gli altri ti riconoscano.

A proposito delle sottilette dei personaggi 

Ora, io ne ho sentite di tutti i colori su Mia. Me l'aspettavo spietata, ma con un pizzico di umanità. In realtà sin da subito viene messo in chiaro che è una ragazza molto sensibile e sta l'omicidio come io sto ai romance. Scherzo. Uccide, senza dubbio, ma l'ho trovata completamente diversa da come me ne avevano parlato. Questo non è sicuramente un lato negativo, non fraintendetemi; me l'aspettavo solo diversa, tutto qui. Anzi, come personaggio non è nemmeno fastidioso, ma mi ha lasciato anche abbastanza indifferente. Non l'ho trovata una protagonista così speciale, per me non è abbastanza carismatica. Come lei nei libri ne troviamo 342331.
Ad ogni modo è l'unica in questa storia ad avere un minimo di caratterizzazione e pochino pochino pure Tric (che all'inizio non sopportavo e poi è diventato... più sopportabile direi), ma da qui a considerarli entrambi personaggi tridimensionali... nope. Assolutamente no.
Il resto dei personaggi sono delle sottilette. Alcuni inseriti senza un vero e proprio scopo.

SPOILER: ora, io capisco di Tric, o almeno capisco un pochino. Se serve per un eventuale evoluzione di Mia, ci sta. Ma Lord Cassius signori e signore? A che cazzo serve? Due scene in croce! Ma poi che morte ridicola! "Il signore delle Lame"... Kristoff, ma mi prendi per il culo???? FINE SPOILER

Leggere una storia già abbastanza piatta è complicato, mettiamoci pure dei personaggi che non fanno presa sul lettore...

Nevernight è uno young adult

Nel web sono scoppiate vere e proprie faide perché Nevernight non è uno young adult. Lo stesso autore lo ha ribadito più volte nel suo profilo instagram. Invece io penso che Nevernight sia esattamente uno young adult. Non è solo perché i protagonisti sono dei sedicenni, ma proprio perché si comportano da sedicenni. Se escludiamo la parte dell'assassina e qualche scena erotica (e nemmeno tanto visto che viviamo in un'epoca in cui i ragazzini leggono After e Cinquanta sfumature), non penso che ci sia qualcosa di scandaloso. L'omicidio stesso non mi pare che venga esaltato, visto che Mia è un personaggio con una morale... e ok chevuole uccidere solo chi ha ferito la sua famiglia (che poi per questo dovremmo leggere anche i seguiti e capire se effettivamente porterà a termine la missione o se poi si renderà conto che la vendetta non poterà a nulla, come succede spesso in questi libri), ma non mi è parso che uccidesse solo per il gusto di farlo. Inoltre non ho trovato questo libro né volgare né cruento, ma immagino che questo cambi da lettore a lettore. Per me è perfetto per i lettori dai 16 anni in su.   

Il world-building

Per quanto riguarda l'ambientazione, ero veramente curiosa. Alla fine del libro non mi sono fatta un'idea precisa e per il momento lo trovo poco approfondito, almeno riguardo certi aspetti. Parte della storia sui tre soli viene spiegata, però a lasciarmi perplessa è il resto. Un mix tra Antica Roma e Settecento, ed effettivamente mi pare che anche l'autore lo abbia confermato. Quello che mi è mancato per apprezzarlo è un quadro politico più definito (capite perché dico che è uno young adult? Se da questo punto di vista fosse stato più approfondito, poteva benissimo essere rivolto ad una fascia di lettori più grande). Per me non basta dire che Scaeva voglia diventare console a vita e il gioco è fatto. Ovviamente questo non è detto che non venga approfondito nei seguiti.

Io e Kristoff non siamo compatibili 

Io e Jay Kristoff abbiamo dei precedenti e questi precedenti precisamente si chiamano Illuminae Files. Infatti già da allora avevo faticato con il suo stile (unito a quello di Amie Kaufman), ma in Nevernight ho notato... delle similitudini, ecco. Mi sa che dovrò leggere qualcosa della Kaufman per accertarmene. Kristoff utilizza le note a piè di pagina, una tecnica (?) a metà tra il geniale e la paraculata. A che servono le note? Principalmente a dare informazioni di cui non ci frega o, se ci frega, sono talmente lunghe e talmente dense che quello che leggi lo dimentichi tre secondi dopo. E' una paraculata perché così non deve sbattersi per distribuire le informazioni fondamentali della storia nelle varie pagine come fanno tutti gli autori. Io ho letto quelle brevi e quasi tutti quelle più lunghette (mezza pagina), ma velocemente. Alcune davano informazioni sul world building, altre sulle figure storiche della Repubblica di Itreya (più degli aneddoti che delle vere e proprie informazioni che facessero capire il world-building), altre dicevano semplicemente delle cazzate. Quasi ho preferito quest'ultime.
@divoratoridilibri

Altro problema? I dialoghi stupiditi. Capite perché dico che è un libro per ragazzi? (frase che mi sentirete ripete molto in questa recensione) Perché fanno discorsi da ragazzini. 

E infine, le RIPETIZIONI. Non solo concetti ripetuti più volte, ma anche espressioni come "Mia prese a calci la sua paura", "Mia prese per le orecchie la sua paura".... che fastidio. Ma poi vogliamo parlare delle parole inventate? Bellitrecce? "Trecce" troppo mainstream? "Salciocche"???? Davvero, capisco verobuio, capisco illuminotte. Ma utilizzare termini inventati senza senso quando c'è il corrispettivo (che è perfetto per il contesto, al contrario di certi termini che secondo me non ci azzeccavano nulla in quel contesto)?

Ma alla fine qualcosa da salvare c'è?

Voi lo sapete che io amo il trash e ogni tanto mando a quel paese il buonsenso e mi godo la lettura. Non è esattamente questo il caso. Diciamo che mi sono divertita a commentarlo, ma non ho trovato la storia in sé di particolare intrattenimento. Le uniche cose che salvo sono:

1) la prima parte, quella con i flashback che tutti hanno detestato; penso che sia la parte meglio riuscita del libro seppur non mi sia esattamente piaciuta. Nel senso che si lascia leggere abbastanza bene, ma allo stesso tempo non nutrivo particolare interesse per gli avvenimenti. C'è da dire che in questo libro succede ben poco.

2) l'arrivo nella Chiesa Rossa e la scoperta del sistema scolastico. Almeno fino a qui un minimo di interesse c'era, ma superata questa parte mi sono annoiata. E anche il finale, che doveva essere il pezzo forte, non l'ho trovato particolarmente eccitante. C'è stata un po' di sorpresa, ma lo svolgimento non mi ha particolarmente coinvolta.

SPOILER: non mi fidavo di Ash e non mi aspettavo che avrebbe tradito in quel modo la Chiesa Rossa, però mi aspettavo che avrebbe commesso qualche cazzata. Io puntavo al fatto che sfruttasse qualche segreto di Mia per primeggiare in Maschere. FINE SPOILER

Nevernight è un libro brutto?

Anche se fatico a capirne tutto il successo visto che è ben lontano dall'essere innovativo, non penso che sia bruttissimo. Per me è un fantasy che potrebbe anche intrattenere, se non fosse per il fatto che la trama è piatta (tranne nel finale) e i personaggi pure. E' questo a lasciarmi basita, come il fatto che venga considerato geniale quando è pieno di stereotipi (a partire dalla protagonista che sembra una prescelta in tutto e per tutto). Io non lo consiglierei, ma visto che lo hanno apprezzato tutti... fate un po' voi. Magari potrebbe piacervi? *faccia poco convinta*

Ma Messer Cortese?

Solo alla fine di questa recensione mi sono accorta di non aver citato Messer Cortese. E questo dovrebbe dirla lunga su quello che penso del gatto-ombra che beve la paura di Mia. Sicuramente è uno dei pochissimi aspetti originali di questo libro, ma mi ha lasciato talmente indifferente che come avete già capito l'avevo completamente rimosso.

Riassumendo...

Lasciando da parte parte trama, personaggi, stile e ambientazione, parliamo di emozioni, perché alla fine sono queste che per me contano di più. Fastidio? Giusto un pochino. Risate? Mi ha strappato una o due risate al massimo. Coinvolgimento? Circa il 30% del libro mi ha coinvolto, sì. Curiosità? Pochissima. Indifferenza? Tanta.  Magari il secondo (I Grandi giochi) e il terzo (Alba Oscura) saranno pure belli, ma in questo momento non me la sento di continuare...

Valutazione finale: 2,5 stelle

Spero di aver spiegato il mio punto di vista con chiarezza. Non me ne vogliate se lo avete amato, anzi, approfittatene e spiegatemi perché.

A presto!

Commenti

  1. Ciao Giusy, mi dispiace non ti sia piaciuto... abbiamo due punti di vista diversi per questo libro. Nemmeno io credo sia un libro perfetto (avrei preferito più scene di lezioni... essendo per la maggior parte ambientato a scuola). Però ho adorato Messer Cortese e credo sia più di quel che sembra... È sì ambientato in una scuola ma sinceramente non ci ho visto poi tante similitudini con Harry Potter. La descrizione di Godsgrave mi è piaciuta, forse anche per i riferimenti all'Impero Romano e in tal senso credo che non pecchi affatto sul quadro politico. Per le note... alcune sono davvero lunghe e non tutte servono alla storia... però in sincerità il narratore mi ha strappato sorrisi e risate anche lì (comunque nel secondo libro ho iniziate a saltarle anche io)

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    1. a me dispiace di non averlo apprezzato come avrei voluto!
      Capisco che se preso così com'è potrebbe risultare anche divertente da leggere, ma a me il tutto non mi ha suscitato nulla :c se non noia, a tratti.

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  2. se avessi letto questa recensione prima di iniziare la saga non avrei letto il libro. per fortuna ci sonop finito sopra (per caso) mentre leggeco il terzo libro. E credo che di una triologia si debba considerare l'insieme, non i singoli frammenti.
    E' vero.... ci sono riferimenti (tu le chiami scopiazzature, potrebbero essere degli omaggi) e sono di più di quanto dici tu: i Kraken (i vermoni dil desierto sono tratti da Tremors, un film del 1990 diretto da Ron Underwood. La piccola Vermi che cura le ferite in cancrena con i vermi mangia-carne-marcia sono tratti da GG Martin, di Arya e Harry Potter hai già detto, ma non mi ha disturbato... il secondo libro e il terzo danno un senso a molti personaggi e molte cose.
    Ribadisco, non valutare una triologia da un libro. Poi il mondo è bello perchè ci sono libri per tutti, io dare 4 stelle su 5

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    1. guarda, potremmo chiamarli omaggi, ma non so se hai letto Aurora Rising perché anche lì gli "omaggi" sono tantissimi e pure piuttosto palesi ^^" diciamo che non è la prima volta che l'autore prende ispirazione da altre storie.

      Comunque ho letto altro di Kristoff (come avrai ben capito) e anche in quel caso mi ha convinto pochissimo, quindi non penso proprio proseguirò. Non è un autore che fa per me

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  3. Hola,
    Concordo in linea di massima su tutto. Sto per finire il terzo libro (odio lasciare le letture incompiute).
    La cosa che mi infastidisce di più è l'incapacità di legarmi ai personaggi, l'impossibilità di empatizzare con loro. Sono piatti, senza anima. Forse l'unico che si salva è il primo Tric (ma comunque fuori luogo, visto che parliamo di un assassino bamboccione/puro di cuore /leale/no sense).
    Oltre a non dare spessore ai personaggi non c'è stato un vero colpo di scena fin ora. Ne troviamo uno alla fine del primo libro: poco credibile e coinvolgente. Ne troviamo un altro alla fine del secondo libro: già si era capito nel prologo. Vediamo il finale di cui parlano bene.
    In ogni caso pare di leggere la Troisi (cronache), che trovo il peggiore libro fantasy mai prodotto.

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    1. Ciao, sono d'accordo. E' il punto debole dei libri di Kristoff, a mio parere. Anche quando i personaggi hanno un minimo di background, è difficile legare con loro. e non perché sono particolari, ma proprio per lo stile di scrittura.
      La Troisi ho provato a leggerla di recente e l'ho abbandonata a metà.

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    2. Ho finito la trilogia. Potevo risparmiarmela. Confermo quanto detto nel primo commento! :D

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  4. Ho da poco iniziato il secondo. Kristoff è strambo forte, ma piace anche per quello. Io personalmente apprezzo le note, una paraculata che permette il risparmio notevole di pagine; una cosa che dopo l'impero del vampiro riesco ad apprezzare quasi a ringraziare Kristoff.

    Sulla chirurgia viene specificato che vengono resi fighi, ma non abbastanza dal diventare indimenticabili.
    La piattezza dei personaggi è giustificata a mio avviso in quanto tutto gira attorno a Mia e al lettore arriva quello che arriva a lei, gli altri forse verranno approfonditi se c'è ne sarà bisogno, ma di fatto non è indispensabile.

    Sui riferimenti ne do atto, dal trono di spade anche i nomi vengono ripresi ma non me ne preoccupo in quanto Martin ha bloccato la produzione della saga e io ne sono molto amareggiata, quindi il fatto che qualcuno abbia tratto ispirazione da uno scorcio che mi è piaciuto lo apprezzo in quanto mi riporta una lieve nostalgia .

    Mi spiace non ti sia piaciuto io continuo nel mio banchetto di libri.

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