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Recensione "La città di ottone" di S. A. Chakraborty

Ciao lettori, oggi vi lascio la recensione de "La città di ottone" di S. A. Chakraborty, primo volume della trilogia Daevabad. Ringrazio Mondadori per la copia del libro!
Titolo: La Città di Ottone Autore: S. A. Chakraborty Pagine: 528 Editore: Mondadori (Oscar Fantastica) Anno: 2020 (ita) Compra a 9,99€ EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature d…

Recensione "The hate u give" di Angie Thomas

Ciao lettori! Oggi per la rubrica Intervista con le blogger in collaborazione con Eleonora's Reading Room vi lascio la recensione di "The hate u give - Il coraggio della verità" di Angie Thomas.

Titolo: The hate u give - il coraggio della verità
Autore: Angie Thomas
Pagine: 416
Editore: Giunti
Anno: 2017
Amazon (gratis con kindle unlimited)
Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all'uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C'è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l'episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C'è una cosa che tutti vogliono sapere: cos'è successo davvero quella notte? Ma l'unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà - o non dirà - può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.


1. Come sei venuta a conoscenza del libro? Perché hai deciso di leggerlo?

Sinceramente non me lo ricordo benissimo, però ne ho sentito parlare molto (e bene). Il fatto che fosse uno young adult abbastanza diverso dai soliti, che trattasse dei temi importanti, mi intrigava, ma il colpo di grazia lo ha dato il trailer del film.

2. A quale genere appartiene il libro?

Narrativa contemporanea per ragazzi, romanzo di formazione.

3. Tratta qualche tema in particolare?

Temi importantissimi, sì. E quello che proprio mi è piaciuto sono i modi in cui vengono trattati.
Parliamo della cultura afroamericana, della sua storia. Del razzismo, dell'oppressione, dell'ingiustizia. Il tutto trattato benissimo e senza risultare pesante (dobbiamo tenere a mente che è un libro per ragazzi!).

4. Chi sono i personaggi principali? E cosa ne pensi?

In generale i personaggi mi sono piaciuti molto perché sono ben costruiti e il contesto familiare è ben delineato. Non c'è solo la protagonista, Starr, ma c'è la sua famiglia, i suoi amici, la famiglia del suo migliore amico, i suoi compagni di scuola, il vicinato. Per questo per me è un libro ben fatto, abbiamo dei personaggi a trecentosessanta gradi. Non sono macchiette.

Con Starr ho avuto un rapporto conflittuale perché delle volte l'ho compresa, altre non condividevo il suo ragionamento, però ho apprezzato soprattutto il fatto che dopo imparasse dai suoi errori (questo grazie ai suoi genitori).

5. Dov'è ambientata la storia?

La storia si alterna tra la scuola "dei bianchi" e il quartiere "dei neri". Due ambienti completamente differenti. Il primo è una scuola privata, un luogo sicuro dove Starr combatte con se stessa per evitare che tutti gli stereotipi sui neri vengano fuori; l'altro invece è un quartiere degradato dove spaccio e sparatorie sono all'ordine del giorno, ma un luogo in cui Starr può essere se stessa perché è casa sua.

Ho apprezzato come entrambi gli ambienti siano molto realistici.

6. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

Anche se è una lettura piuttosto "piacevole" e si lascia leggere con facilità, credo che sia principalmente un libro che spinge a riflettere. A tratti è anche emozionante (non da pianto a dirotto, ma da occhi umidi).

7. Punti di forza? Punti deboli?

Mi ha fatto storcere un pochino il naso il fatto che una delle sottotrame si risolva troppo facilmente. La questione dei gangstar non mi ha convinto, mi è sembrata poco realistica nel finale (voglio dire, questi sparano a chicchessia e poi si fanno problemi ad ammazzare uno per farlo tacere?).

Altro punto che non mi ha convinto al cento percento è il fatto che non ci siano vie di mezzo. Faccio l'esempio con una delle amiche di Starr. Hayley è il perfetto personaggio razzista che non sa di esserlo, eppure mi ha lasciato perplessa la scelta dell'autrice, forse poco coerente con il personaggio in questione. Perché non farle cambiare idea? Vero che esistono persone del genere, ma essendo un'amica di infanzia di Starr sarebbe stato più credibile il suo cambio di opinione (e personalmente pure io mi sarei indignata se uno dei miei contatti avesse pubblicato il corpo martoriato di una persona. O di un animale. Al mondo c'è gente sensibile, che cavolo, ma non per questo l'argomento ci interessa poco).

Questi in realtà sono due minuscoli difetti in confronto ai tanti pregi del libro. Oltre ai personaggi ben fatti, al contesto sociale molto attuale e realistico, e ai temi trattati benissimo, aggiungo anche le varie citazioni alla storia degli afroamericani, come le Pantere Nere e Malcolm X (di cui sapevo ben poco ad essere onesta e mi ha fatto tantissimo piacere).

8. Com'è narrato il libro? E come hai trovato lo stile dell'autore\autrice?

In prima persona presente, scelta giustissima visto che in questo modo è più semplice identificarci con la protagonista. E Angie Thomas è stata molto brava a calarsi nella parte di una sedicenne.

9. Quale cover preferisci? Quella originale o quella italiana?

Credo di preferire quella originale in copertina flessibile, ma di poco. Tutto quel bianco di quella italiana (che poi corrisponde anche all'originale in copertina rigida) non mi convince, anche se tutto sommato è carina.

10. Quante stelline gli dai? E a chi lo consigli?

Quattro stelline. E' un romanzo molto interessante e lo consiglio un po' a tutti.

Lo avete letto? Cosa ne pensate? Trovate la recensione di Eleonora qui ➡️ The hate u give.

Commenti

  1. Il film mi ispira parecchio quindi probabilmente anche io darò una possibilità al libro!

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  2. Sono contenta che questa volta il libro ci abbia colpite positivamente ad entrambe :)

    Ed ora....Sotto con la prossima lettura! :-D

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  3. Oggi è pure in offerta lampo. Io l'ho preso

    RispondiElimina

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