Buon pomeriggio, oggi vi lascio la recensione di Five Brothers di Penelope Douglas.
I fratelli Jaeger sono cinque e sono belli, selvaggi e pericolosi. Macon è il maggiore, è un ex marine e non sorride mai. Army è un padre single con gli occhi verdi più belli che si siano mai visti e fedele solo e soltanto alla sua famiglia. Iron ha un carattere focoso, le sue reazioni sono sempre esagerate e immediate. Dallas è un mistero e un mix di egoismo e crudeltà. Trace è indomito e non ha paura di niente e di nessuno. Krisjen li osserva ammaliata e al contempo ne è attratta e spaventata. Gli Jaeger sono quanto di più diverso ci sia da lei, che è una ragazza perbene e di buona famiglia, abituata sempre a seguire le regole, mai a infrangerle. Eppure, nonostante tutto le suggerisca che quei cinque sono un rischio imprevedibile, non riesce davvero a resistere alla tentazione che rappresentano per lei…
Recensione "Five Brothers" di Penelope Douglas
In tutta la mia vita ho dato una stella soltanto a tre libri, e due di questi sono della Douglas (Credence e Birthday Girl). Purtroppo (o per fortuna, dipende i punti di vista) i libri di questa autrice mi ispirano sempre tanto, perciò, come dice Achille Lauro, ci son cascata di nuovo! Questa volta, però, come vi ho già anticipato, Five Brothers mi è inaspettatamente piaciuto.
L'ho iniziato perché pensavo che si trattasse di un reverse harem, invece non è così, semplicemente la protagonista si fa una famiglia (letteralmente) e poi sceglie soltanto uno di loro. Ehi, non giudicatemi, I'm just a girl. Comunque, i trope mi hanno attirato sin da subito, ce n'è per tutti i gusti: single dad (Army), bully (Dallas), friends with benefict (Trace), bad boy (Iron). C'è anche l'age-gap (Macon, ma in realtà c'è differenza di età con Army), ma io l'abborro, però se vi piace, questo libro è perfetto per voi.
Anche perché, stranamente (parola-chiave della recensione; la ripeterò tante volte perché, se non si fosse capito, è strano che io abbia apprezzato questo libro), Macon non è così malaccio. Era quello su cui avevo più riserve perché so che l'autrice ama i personaggi maschili che potrebbero essere i padri delle protagoniste, perciò panico-terrore per questo Macon (ha solo trent'anni in realtà) e la punzella appena maggiorenne. Invece, come dicevo, è un buon personaggio. Introverso, distaccato, a tratti scorbutico: è il grumpy perfetto. Il suo background è perfettamente credibile, e penso che l'autrice sia stata brava anche nell'affrontare certe tematiche (tipo la depressione). Ovvio (!!!) che se cercate una storia che parli di questo argomento dovete puntare su altro, ma per quello che cercavo io (una lettura d'intrattenimento), è stato soddisfacente. Macon mi è piaciuto fino a quando non ho letto il suo punto di vista, verso la fine. Per favore, normalizziamo il fatto che non è (!) necessario mettere i pov dei personaggi maschili nei libri, soprattutto se questi cambiano personalità di punto in bianco. Per fortuna sono solo pochi capitoli. Stavano quasi per rovinarmi la lettura.
Ho apprezzato Macon, vero, ma il mio cuore è di Army, il single dad. Il secondogenito, il personaggio simpatico, quello che si fa in quattro per gli altri, ma gli altri a malapena si preoccupano di lui. Vi confesso che leggendo questo libro mi è capitato di commuovermi più di una volta, e la maggior parte delle volte a causa sua.
«Le persone non mi calpestano», continuo. «Mi scavalcano come se non ci fossi affatto.»
Non so se questo libro faccia piangere o meno, forse semplicemente mi sono rivista in lui e quello che dice mi ha toccato più di quanto immaginassi.
Macon e Army sono i fratelli maggiori, e sono proprio loro due a occuparsi della famiglia. Infatti, i Jaeger sono orfani (ora, non ricordo di preciso la storia perché l'ho letto più di un anno fa, ma ci dovrebbe essere di mezzo qualche suicidio; la madre sicuro, il padre non mi ricordo). Io ho un debole per libri così (sono una bimba di shameless) e da questo punto di vista mi ha pienamente soddisfatto.
In questo libro ci sono più pov, infatti oltre a leggere di Macon e Army, conosciamo anche Iron, Tracy e Dallas. Adesso io non voglio dilungarmi troppo sui personaggi perché alla fine la protagonista ne sceglie solo uno e, anche se è scontato, non voglio in qualche modo suggerire la risposta, dico solo che tutti sono dei bei tipetti, semplicemente Macon e Army mi hanno colpito di più, ma anche Dallas mi è piaciuto, attendevo i suoi capitoli con mooolta ansia.
E poi c'è il pov di Krisjen, la nostra protagonista ovviamente a malapena maggiorenne (perché, Penelope, perché sempre al limite della legalità?). Di lei ricordo che come personaggio non mi è dispiaciuto del tutto, ma allo stesso tempo non mi ha colpito più di tanto. Insomma, è tollerabile. Sicuramente ho apprezzato il fatto che lei desideri far parte di una famiglia, dato che la sua è disastrata, e che cerchi un posto nel mondo. Allo stesso tempo, però, non apprezzo il fatto che la sua unica aspirazione sia fare la donna di casa. Che poi, ho letto solo tre libri suoi, e in tutte e tre la protagonista aspira a questo. Magari ho beccato i libri sbagliati, chi lo sa, ma è una cosa che mi irrita profondamente. Essere sex-positive non è di certo un aspetto che automaticamente le rende femministe, se poi l'unico loro desiderio è prendersi cura dei loro uomini. Attenzione!! Non mi dà fastidio un personaggio femminile la cui unica aspirazione sia avere una famiglia, mi dà fastidio solo quando è l'unico obiettivo della loro vita.
E poi ci sono le scene spicy. Confesso che alcune mi sono piaciute (qui dobbiamo dire che le aspettative erano davvero basse, sottoterra, in pratica), mentre altre sono completamente senza senso. Pensavo che niente potesse più "scioccarmi", e poi la Douglas mi piazza una scena con l'aspirapolvere. Beh, non si può dire che l'autrice non abbia inventiva.
Tirando le somme, nonostante i difetti che mi aspettavo e proprio per questo non mi hanno infastidita più di tanto, per me è stato una bella lettura. Ne conservo un ricordo piacevole e vi confesso che attendo con molta trepidazione un eventuale terzo (eh sì, perché c'è anche una sorella Jaeger che ha avuto il suo libro, Non siamo brave ragazze, che è tipo il primo volume; alcuni dicono che Five brothers si possa leggere senza aver letto il primo, e io che non l'ho fatto vi dico nì; cioè non è indispensabile, alla fine mi sono comunque goduta la lettura, ma effettivamente in alcuni momenti ho avuto la sensazione che mi mancassero dei pezzi). Certo, la scelta finalmente della protagonista non mi ha entusiasmato più di tanto, ma su questo non avevo dubbi.

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