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Conclusione gruppo di lettura "L'amica perfetta" di E. Lockhart

Siamo giunti alla conclusione della lettura de L'amica perfetta di Lockhart (perdonate il ritardo!). Di seguito il riepilogo della quarta tappa e un brevissimo parere (non voglio dilungarmi troppo perché pubblicherò una recensione).

I riepiloghi precedenti li trovate qui:

Riepilogo capitolo 3,2,1,19

In questi capitoli scopriamo che il piano di Jule in parte è stato architettato dai genitori di Imogen (ma la pazzia è tutta farina del suo sacco.. non che i genitori di Imogen stiano tanto bene con la testa, eh). Infatti si incontrano ad una serata in un istituto dove Jule sta sostituendo la sua coinquilina in un catering. 

Viene invitata a cena dove discutono del piano. A Jule servono soldi e ai genitori serve qualcuno che possa capire sua figlia (alias una ragazza adottata) e riportarla a casa. Durante la cena hanno modo di parlare di Imogen e rivelano alcuni episodi della sua vita (come la scena del ballo) che Jule non ci penserà due volte a sfruttare.  All'inizio pensavo che Jule fosse stata sempre ossessionata da Imogen, cioè che lo fosse fin dai tempi della scuola, ma a quanto pare è un sentimento che in realtà è nato dopo, quando si sono incontrate a Martha's Vineyard. Però Jule è sempre stata bugiarda, su questo non ci sono dubbi.

Alla fine torniamo al presente, un anno dopo. La pessima detective che le dava la caccia in realtà pensa che Imogen abbia rubato l'identità di Jule e che Imogen sia Jule. Dopo un breve inseguimento e lotta tra i due, Jule riesce a scappare e.. TUTTO QUI.

Onestamente sono rimasta parecchio delusa da questa lettura. Mi aspettavo molto di più, qualche colpo di scena che mi avrebbe lasciato a bocca aperta, invece è stato tutto abbastanza banale. Alcuni aspetti del libro non sono stati per niente approfonditi

In particolare di questi capitoli non ho capito bene questi due punti:
▶️ Prima che succedesse tutto ciò, Jule dice di aver incontrato un certo Neil che le offre un lavoro. Ora, non si capisce di che lavoro parla, se magari lui c'entra qualcosa con tutta questa storia, perché altrimenti sembra una scena buttata lì tanto per fare numero. 
▶️ Forrest non ha mai creduto alla versione del suicidio, eppure non dicono che cosa pensasse. Dubito che credesse alla versione della detective, semmai potrebbe aver sospettato di Jule, ma purtroppo non viene svelato.

Boh, sembra che l'autrice abbia avuto un'idea, ma poca voglia di svilupparla. Non è stata una lettura brutta perché l'ho letto con piacere e anche parecchio velocemente, però non sono per niente soddisfatta. 

Voi cosa ne pensate? Potete leggere le considerazioni finali de Il tempo dei libri qui.

Commenti

  1. Alla fine le nostre considerazioni finali si somigliano abbastanza. Io mi ero totalmente dimenticata di Neil e, sinceramente, della maggior parte delle bugie che Jule ha propinato a tutti. Forrest compreso che è l'unico a non aver mai creduto a mezza parola della ragazza.

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  2. Si ma capisci che è tutta una botta di culo? Ricapitolando:
    1 - La madre la confonde per una ragazza in classe con la figlia e così, sulla fiducia, le dice di aiutarla con Imogen;
    2 - Imogen crede alla bugia di Jule con una facilità tale che la invita a casa, perché si, eravamo a scuola insieme e puoi venire a vivere da me;
    3 - Paolo le crede nonostante anni in cui i suoi e i genitori di Imogen si conoscono e dovrebbe averla smascherata da tempo. Tra l'altro IMPOSSIBILE che non sapesse del suicidio di Imogen;
    4 - Forrest che non ha mai creduto al suicidio di Imogen non si insospettisce quando Paolo chiama Imogen a Jule oppure quando lei sparisce così all'improvviso;
    - La detective è stata la ciliegina sulla torta, perché si, tutto mi aspettavo ma questo mi ha fatto sputare un polmone. Poi la facilità con la quale la mette k.o.! Ma si dai, facciamo vedere che oltre che ignoranza ci sia pure la polizia che si fa fregare l'arma da sotto il naso e prenderle di santa ragione da una tizia che ha solo fatto un po' di palestra.

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