Recensione “Demone nel bosco” di Leigh Bardugo, la graphic novel che racconta il passato dell’Oscuro

Amanti del grishaverse a me, oggi esce in libreria “Demone nel bosco” di Leigh Bardugo, la graphic novel che racconta un episodio del passato dell’Oscuro. Ecco la mia recensione del libro.


[La copia del libro mi è stata fornita in anteprima dalla casa editrice]

Titolo: Demone nel bosco
Autore: Leigh Bardugo, Dani Pendergast
Serie: Grishaverse #0.5
Pagine: 216
Editore: Mondadori (oscar ink)
Anno: 2022
Acquistalo a 18,90€

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all'altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla... Questo graphic novel, scritto da Leigh Bardugo e illustrato da Dani Pendergast, è il prequel di "Tenebre e Ossa", tassello indispensabile del GrishaVerse che permette di gettare un po' di luce sulle origini di un destino tanto grandioso quanto sinistro, quello del temuto e potentissimo Oscuro.


Recensione “Demone nel bosco” di Leigh Bardugo

Demone nel bosco non è altro che la trasposizione a fumetti del racconto di Leigh Bardugo dedicato all’Oscuro, ovvero “Demon in the wood” che si trova nell’edizione originale, ma non in quella italiana, quindi per molti lettori che non leggono in lingua inglese risulterà del tutto nuova questa storia, ma non per chi ha letto il racconto prequel perché tendenzialmente la storia è la stessa.

Questa graphic novel racconta un episodio significativo di un giovane Oscuro che insieme alla madre è costretto a spostarsi di villaggio in villaggio per sfuggire non solo ai cacciatori di streghe, ma anche alla sua stessa gente. Eryk (la sua nuova identità) e la madre sono “insoliti”, così dice lei. Hanno un grande potere che la gente teme, ma che allo stesso tempo brama, per questo devono essere cauti e non devono mettersi in mostra.

Come dicevo il contenuto è lo stesso del racconto, ma questa graphic novel mi è piaciuta di più perché nonostante la brevità e la semplicità della storia, attraverso i disegni è riuscita a trasmettermi tanto del suo protagonista. Diciamo che dove non è arrivato il testo della novella, sono arrivate le immagini di questa graphic novel. L’Oscuro qui è solo un ragazzino che vorrebbe avere un posto da chiamare casa, degli amici, una vita normale, e non dover sempre cambiare nome, cambiare villaggio, essere diffidente verso tutti. Per un po’ quasi crede che questa volta sarà diverso, ma un potere come il suo non può passare inosservato. Penso che le illustrazioni siano riuscite benissimo a trasmettere le emozioni di questo personaggio e il rapporto con la madre, una donna severa che a modo suo cerca di proteggere il figlio. Non è difficile pensare come questo ragazzino sia diventato l’Oscuro che abbiamo visto nella trilogia, dopo tutto quello che ha passato, dopo essersi sentito diverso dalla sua stessa gente, dopo che la sua stessa madre lo ha cresciuto facendogli credere questo. Il finale mi ha un po’ spezzato il cuore.

Partivo con basse aspettative, invece sono rimasta sorpresa. Le illustrazioni e i colori mi sono piaciuti tanto e come ho già detto, hanno dato quel tocco in più alla storia. Sinceramente dopo Il re delle cicatrici avevo bisogno di un “ritorno alle origini” e ora mi è venuta voglia di fare una rilettura!

Direi che 4 stelline se le merita!

Voi cosa ne pensate? Leggerete questa graphic novel? 

Se volete mettere a confronto diverse opinioni, date un’occhiata alle recensioni delle altre blogger che hanno partecipato a questo review party.



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Giusy 

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