Buona domenica, lettori. Torno con la recensione di "Juniper & Thorn. Ginepro e Spina" di Ava Reid, un retelling dark di una fiaba dei fratelli Grimm. Di seguito vi lascio la mia opinione. Buona lettura :)
Titolo: Juniper & Thorn. Ginepro e SpinaAcquistalo a 16,05€
Marlinchen e le sue sorelle sono le ultime vere streghe di Oblya, una città in cui la magia sta lasciando posto all’industria. Considerate poco più che un’attrazione per turisti, trascorrono le giornate curando clienti con rimedi arcaici e incantesimi nostalgici, mentre tentano di ammansire il padre, uno stregone tirannico e xenofobo, che tiene le figlie rinchiuse nella casa fatiscente. Di notte, però, riescono a sfuggire alla casa e al padre per godersi i palpiti della città, in particolare il teatro del balletto di nuova apertura, dove Marlinchen incontra un ballerino che le catturerà il cuore. Ma man a mano che i loro incontri notturni si fanno più intesi e frequenti, la minaccia dell’ira del padre si fa più incombente. E mentre la città prospera, un mostro si cela nel suo ventre, nato dall’intolleranza e dal risentimento, soffuso del potere di un mondo antico.
Recensione "Juniper & Thorn. Ginepro e Spina" di Ava Reid
Ava Reid è un'autrice parecchio osannata sul web. Di suo avrei voluto leggere A study in drowning, poi accantonato per il prezzo del cartaceo, e oggi sono felice di non aver speso quei 24€ perché Juniper & Thorn è stato a metà tra il sono troppo curiosa di sapere cosa succederà e che due palle.
Juniper & Thorn è il retelling dark e pieno di trigger warning de Il Ginepro. Sincera: non lo conoscevo. A dire la verità, non ne avevo mai sentito parlare. Però ho atteso la fine del libro per recuperare la fiaba dei Grimm, in modo da non farmi "involontariamente" spoiler, dato che non avevo la minima idea di dove la Reid volesse andare a parare. E con il senno di poi ho fatto la cosa giusta, perché il motivo per cui non ho mollato, nonostante il mio interesse per questo libro fosse ballerino, è proprio questo: non sapevo cosa aspettarmi. Comunque, da questo punto di vista - intendo come retelling dark di una fiaba - è molto originale. Una rielaborazione ben fatta. Quindi, un punto a suo favore.
Un altro lato positivo è l'atmosfera gotica, ma non solo. Si respira l'aria carica di oppressione che la protagonista e le sue sorelle sono costrette a respirare. Il terrore per il padre, la paura che qualcosa di brutto potrebbe succedere da un momento all'altro. Sensazioni ben rese e che più di una volta mi hanno tenuta con il fiato sospeso, chiedendomi cosa sarebbe successo, se la situazione sarebbe degenerata da lì a breve.
Ogni personaggio è reso bene e nel complesso ho apprezzato la loro caratterizzazione, ma non ho amato nessuno di loro. Anzi, alcuni ho fatto fatica a reggerli. Ad esempio, la protagonista Marlinchen, che è un personaggio ben fatto, l'ho trovata snervante. Si comporta in maniera credibile dato il contesto in cui vive, aspetto che mi è piaciuto, ma allo stesso tempo il suo essere fin troppo ingenua, il suo arrossire ogni tre secondi e ripetere continuamente che ha un aspetto insignificante mi ha fatto alzare gli occhi al cielo. E fa un po' ammattire anche il fatto che la maggior parte del tempo subisce senza reagire, ma ripeto, questo ci sta. Il resto l'ho trovato solo ripetitivo.
E questo è il primo punto negativo. Non nego che la Reid sappia scrivere, però questo libro necessitava di un bel po' di tagli. Per iniziare, tutte le ripetizioni che ho citato prima. E aggiungiamoci pure le metafore. Qui la situazione secondo me è sfuggita di mano. L'autrice a quanto pare non riesce a scrivere senza paragonare una qualsiasi cosa a un corsetto, a dei petali, ai boccioli, ai nastri, ecc. ogni tre secondi. Mi dispiace, ma io le ho trovate insopportabili. Ne fa un uso spropositato.
E poi c'è il rapporto con Sevas, il primo ballerino di cui Marlinchen si innamora. Questo possiamo definirlo un vero e proprio insta-love, ma qui abbasso le mani, perché secondo me la Reid è riuscita a gestire il loro rapporto in modo più o meno buono. Se c'è una cosa che non gradisco nei libri è proprio questo tipo di infatuazione, ma qui funziona perché sia Marlinchen sia Sevas sono vittime di abusi, perciò trovo credibile che due personaggi come loro si affezionino così facilmente alla prima persona che mostra loro un po' di gentilezza. L'ho trovato invece meno riuscito verso il finale. Per me loro due si conosco troppo poco per sostenersi a vicenda dopo tutto quello che succede (nella frase evidenziata di nero c'è uno spoiler, selezionatelo con il mouse\dito per leggerlo Sevas non è abituato a tutta quella magia-mostruosità, come può decidere di restare accanto a Marlinchen - che conosce comunque da poco - dopo tutto quello che succede? Una persona normale sarebbe rimasta sconvolta e se la sarebbe data a gambe alla prima occasione).
Parlando del finale, io l'ho trovato davvero brutto. Sono una lettrice che di solito apprezza in qualsiasi modo un\una autore\autrice decida di concludere una storia, ma questo mi ha fatto cagare. Sorry not sorry. Per iniziare, l'ho trovato confuso. Alcuni aspetti non sono ben chiari e vengono spiegati in modo frettoloso. A tratti, poi, è stato banale. L'epilogo me lo sarei risparmiata volentieri. Per non parlare di una trama mystery che non sapevo nemmeno ci fosse, dato che il "mistero" viene citato sì e no due volte all'inizio del libro. Dovevate vedere la mia faccia quando è stato svelato il colpevole che non avevo idea di dover scoprire.
Infine, non posso non citare tutto quello che subisce la protagonista. Ho avuto l'impressione che l'autrice abbia esagerato con i trigger warning non tanto perché fossero tutti utili ai fini della trama, ma perché l'unico scopo fosse scandalizzare il lettore. Proprio per questo a un certo punto ho smesso di provare empatia per Marlinchen.
Tirando le somme, è un retelling dark ben riuscito, ma ci sono molti aspetti che non ho gradito. Ho alternato momenti di vivido interesse a momenti di noia totale. Dovete sapere che la prima volta ho interrotto il libro, per poi riprenderlo con l'audiolibro. Quindi se sono riuscita a finirlo è stato solo grazie a questo. E alla fine l'audiolibro è stata la scelta giusta perché la sensazione di star leggendo una fiaba gotica si amplifica. Insomma, non è stata una lettura semplice, a volte avevo la sensazione di aver letto pochissime pagine per via dei contenuti, ma allo stesso tempo diecimila per la pesantezza di certe parti.
⭐⭐⭐🌟
Do 3,5 perché alla fine non posso dire di averlo trovato brutto e a tratti mi ha intrattenuto, ma penso che per il momento non prenderò in mano altri libri di Ava Reid.
Lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere.
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