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Recensione "La guerra dei papaveri" di R. F. Kuang

Finalmente la recensione de La guerra dei papaveri di R. F. Kuang vede la luce! Ho letto il libro tra fine-dicembre e inizio-gennaio, ma ho avuto bisogno di tempo per elaborare il tutto. Adesso che l'uscita de La repubblica del drago (il seguito) si avvicina (dovrebbe uscire il 18 maggio), è arrivato il momento di parlarvene.

Titolo: La guerra dei papaveri
Autore: R. F. Kuang
Serie: The poppy war 1
Pagine: 516
Editore: Mondadori (Oscar Fantastica)
Anno: 2020
Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo.

Recensione "La guerra dei papaveri" di R. F. Kuang 

Non ero del tutto convinta da La guerra dei papaveri perché quando un libro è così acclamato finisco quasi sempre con il restare delusa dalle alte aspettative. In questo caso sono state di gran lunga superate. Ho completamente adorato questo libro ed è entrato a far parte dei miei preferiti, non solo del 2021.
 
La guerra dei papaveri viene definito un military fantasy per adulti perché ispirato alla guerra sino-giapponese e per la presenza di contenuti che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori. Inizia come uno dei più classici young adult e termina con una terza parte molto cruda e difficile da digerire, non adatta a tutti. 

La storia copre un arco di tempo abbastanza lungo, parliamo infatti di due anni che comprendono l'addestramento della protagonista in accademia fino alle sue prime missioni in guerra. Rin all'inizio è una protagonista che ha tutte le carte in regola per essere la prescelta e un personaggio "overpowered", cosa che non mi andava molto giù, ma devo dire che con il procedere della storia non ho più avuto questa percezione di lei. In un certo senso è sempre la prescelta, però ho trovato interessante il suo percorso anche se non sempre l'ho condiviso. Inizialmente ci viene presentata come una testa calda, litigiosa, ma anche ambiziosa e determinata. E' assetata di conoscenza e brama tantissimo il potere. Una vera e propria antieroina.

Certo, non si mantiene sempre su questo livello e secondo me per un buon motivo. Infatti quando inizia la guerra, mi sono ritrovata davanti un personaggio meno incisivo. Una protagonista che si accorge che la guerra non è come l'addestramento, che bisogna cooperare anche con il compagno che si odia se si vogliono salvare delle vite. In questa parte ci si ritrova una Rin meno decisa, che si lascia trasportare dagli eventi. Di sicuro l'ho preferita all'inizio, ma capisco benissimo la scelta dell'autrice. E' la guerra e lei è giovane. Se c'è una cosa che Rin capisce è la portata della gravità della situazione e una persona inesperta come lei non può fare a meno che eseguire gli ordini. Alla fine invece troviamo la Rin che mi è piaciuta di meno, ma anche qui il suo personaggio ha un perché. Una Rin terrorizzata e arrabbiata. E sappiamo benissimo quali possono essere le conseguenze se due sentimenti del genere nascono in una persona che vuole solo salvare il suo paese e i suoi amici. Non ho condiviso la sua scelta finale, ma sono estremamente curiosa di scoprire come l'autrice ha intenzione di gestire il suo personaggio nei seguiti. Secondo me potrebbe portare ad un sviluppo del personaggio interessantissimo, ma potrebbe anche essere un lento declino.

Un ruolo importante nel suo percorso lo avrà lo sciamanismo. Personalmente apprezzo sempre la magia, soprattutto quando ispirata a culture diverse. Qui parliamo di un potere che può farti diventare un dio, ma può anche farti perdere la ragione perché il corpo dell'essere umano è solo un tramite e il potere ha un prezzo da pagare. Il concetto di "prescelto" in questo caso viene meno perché ne La guerra dei papaveri tutti possono acquisire dei poteri, ma non è così semplice ed è pericoloso. Per questo Rin non è una vera e propria prescelta. Si è presa qualcosa che voleva, cosa che appunto potrebbero far tutti.

Anche i personaggi secondari sono interessanti, anche se qualcuno è più approfondito, qualcun altro un po' meno. Altan è sicuramente quello che ha maggior spazio. Rin lo conosce in accademia e suscita l'interesse di praticamente tutti gli studenti perché è l'ultimo della sua stirpe, scomparsa misteriosamente durante una guerra. Una stirpe potentissima perché ha il potere del fuoco donato dalla dea Fenice. Altan inizialmente è una figura bellissima e irraggiungibile, ma quando lo conosciamo meglio, almeno personalmente, non mi ha detto granché. Oltre ad essere enigmatico è uno di quei personaggi che mi dà l'idea di non essere completamente sincero e di nascondere qualcosa. Verso la fine invece l'ho apprezzato perché viene fuori la sua vera natura, un personaggio perfetto solo inizialmente che si rivela invece avere una personalità più complessa. Non l'ho apprezzato del tutto, ma risulta comunque molto interessante.

Ci sono altri personaggi secondari piacevoli che spero tantissimo vengano approfonditi nel secondo. Primo fra tutti Nezha che all'inizio del libro è il bulletto di turno, il figlio di papà che dà il filo da torcere alla protagonista, ma che nel corso della storia avrà una crescita interessante. (e avendo letto anche il secondo in inglese vi posso assicurare che nel secondo lo amerete).

Ci sono anche i "cike", una "squadra speciale" dell'esercito (chiamiamola così) formata da sciamani con abilità differenti. In particolare a me è piaciuto subito Chaghan, nonostante appaia poco. E' un personaggio carismatico, un po' stronzo, che ovviamente ha conquistato subito la mia simpatia.

Il mondo creato da R. F. Kuang può sembrare complesso, almeno all'inizio, ma capitolo dopo capitolo il quadro geopolitico diventa sempre più chiaro e intrigante. Lo stile inoltre non è  così "pesante" come potrebbe sembrare. Infatti a me dava l'idea di uno di quei fantasy ricchissimi di descrizioni e con uno sviluppo della trama lentissimo, invece il libro scorre benissimo e si fa fatica a staccarsi dalle pagine

La guerra dei papaveri è stato il mio chiodo fisso per un bel po' di giorni e a fine lettura non riuscivo a pensare ad altro, tant'è che ho deciso di leggere subito il seguito in inglese e sto aspettando l'uscita italiano per fare una rilettura! Non posso che consigliarvelo caldamente. 

Valutazione: 5 stelle

THE POPPY WAR
- La guerra dei papaveri
- La repubblica del drago
- The Burning God

Fatemi sapere il vostro parere su questo libro!

Commenti

  1. Anche se è un po' tardi fors, ma se l'ho leggete nel perodo della Guerra in Ucraina, ci sono fatti identici, però uno è un libro, l'altro la realtà

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