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Recensione "L'acciaio sopravvive" di Richard K. Morgan

Ciao a tutti, oggi vi lascio la recensione de ‘l’acciaio sopravvive’ primo volume della trilogia 'cosa che resta degli eroi' di Richard K.Morgan, acclamato autore cyberpunk della trilogia Altered Carbon da cui hanno anche tratto una serie Tv di  Netflix.

    

Titolo: L'acciaio sopravvive
Autore: Richard K.Morgan
Pagine: 480
Editore: Mondadori (Oscar Fantastica)
Anno di pubblicazione: 2022

"LA GUERRA CONTRO IL POPOLO DELLE SQUAME è finita, ma gli uomini non hanno bisogno di mostri per dilaniarsi tra loro.L'aristocratico Ringil Eskiath, giovane eroe del- la resistenza, vive in esilio volontario, disprezzato per la sua omosessualità. Egar Rovina del Drago, capo dei barbari delle steppe, non trova pace tra gli agi del Sud ma neppure nella semplice vita guerresca della sua vecchia patria. Archeth Indamaninarmal, ultima erede degli alieni Kiriath e della loro tecnologia prodigiosa, cerca di far progredire l'Impero dei mortali e affoga il proprio senso di abbandono nelle droghe. Tre solitudini, tre eroismi rinnegati e incompresi, tre vite spezzate che si sono conosciute durante il conflitto, legandosi in un'amicizia che adesso dovrà affrontare una nuova sconvolgente minaccia."

RECENSIONE "L'ACCIAIO SOPRAVVIVE" DI RICHARD K. MORGAN

Ecco mai titolo del libro e della serie fu più azzeccato, la storia infatti ci viene narrata dal POV alternato di tre personaggi che furono protagonisti di una feroce e vittoriosa battaglia a Gola della Forca contro il popolo delle Lucertole/Draghi, assistiamo a quel che resta della loro vita post battaglia, a quello che resta appunto di quegli eroi di un tempo che ormai sono stati dimenticati e si trovano davanti ad una vita normale, lontana dalla gloria passata, anche se forse ancora non per molto...perché in fondo restano sempre di acciaio temprato che mai si spezza, e che acciaio!


Ringil, figlio dell’aristocrazia, eroe di guerra e combattente fenomenale, ma omosessuale e per questo malvisto da tutti compresa la sua famiglia, rischia per questo più volte la pena capitale che lo avrebbe portato ad una morte atroce a causa delle assurde leggi della morale pubblica. Decide pertanto di andare in volontario esilio per essere libero di fare come più gli pare, sopravvive narrando le sue gesta vittoriose di un tempo e fungendo da sterminatore locale in una piccola cittadina di confine.

Egar del popolo delle Steppe, Rovina del Drago, dopo la guerra torna al nord per assumere al ruolo ereditario di capoclan, ma il suo cuore e la sua anima continuano a restare sui campi di battaglia e sulle terre più moderne del sud a cui non avrebbe mai rinunciato volontariamente. Si ritroverà a dover combattere la sua stessa famiglia per questioni di potere.

Archet, figlia mezzosangue del popolo alieno dei Kiriath intervenuto a difesa degli umani durante la battaglia con le lucertole, ma che inspiegabilmente, almeno per noi, la abbandona sulla terra a dannarsi l’anima e a fare uso di droga per sopravvivere mentre fa da balia al suo imperatore che non rispetta e condivide.

La storia si svolge seguendo le vicende alternate dei tre eroi che apparentemente viaggiano su binari diversi fino a convergere improvvisamente nelle ultimissime pagine del libro e a farli tornare di nuovo insieme in un’impresa sulla carta impossibile per combattere un popolo alieno oggetto di antiche leggende e impalpabile come l’aria.


Bisogna innanzitutto premettere che il libro non è adatto a tutti, è molto duro, crudo, con un linguaggio a tratti volgare e scurrile, scene di sangue, sesso e violenza. Il libro infatti fa parte del genere Grimdark, dove i personaggi sono molto lontani dai tipici eroi delle leggende e del fantasy, regna sovrano invece il realismo, il cinismo e una descrizione molto cruda degli eventi. Tutto questo non mi disturba, mi piace questo genere, ed è perfetto con la narrazione e lo stile del libro, anche se non sempre necessario, ma è bene specificarlo per non trovarsi sorpresi.

I protagonisti non sono assolutamente degli eroi senza macchia e paura, perfetti come nelle favole, non sono completamente buoni o cattivi, ma solo persone vere con i loro mille difetti ed imperfezioni. Troverete tutto il peggio della società umana: corruzione, pedofilia, schiavitù, prostituzione, discriminazione.


Il Worldbuilding è davvero complesso e forse troppo, siamo in un mondo probabilmente post-apocalittico con una struttura politica di cui non sappiamo nulla, popolato da umani e varie creature aliene di cui non sappiamo nulla, si parla di una guerra avvenuta dieci anni prima di cui non sappiamo nulla, insomma un grande buco nero!

Ci sono dei flashback che ci fanno intuire per sommi capi la storia, ma è davvero tutto talmente complesso che non sono certo sufficienti! Veniamo buttati dentro ad un mondo nuovo e viene dato tutto per scontato come se noi sapessimo quanto accaduto nella storia precedente che ha portato alle vicende del libro! Questo mi ha disturbato tantissimo, è come se mi mancassero dei pezzi per comprendere il quadro generale, il libro è scorrevole, ma appunto bisogna fermarsi spesso per rileggere certi passaggi perché non sapendo certe cose bisogna fare una fatica immensa che raccapezzarcisi e la lettura viene inevitabilmente rallentata. Lo stile di scrittura richiama molto Joe Abercrombie, però nei suoi libri almeno la storia è lineare e chiara, qui invece è davvero un grande casino 😅.


Quindi sorvolando sulla trama vera e propria restano i tre protagonisti la vera forza del libro, Rigil su tutti visto l’ampio spazio che gli viene dato rispetto agli altri e visto che praticamente parte tutto dalla missione affidatagli dalla madre, liberare una cugina finita in schiavitù.
Mi è piaciuto tantissimo, è un personaggio complesso, pieno di ombre e sofferenza, cinico, ormai ne ha viste talmente tante nella sua vita da non restare più stupito di nulla, ma comunque animato da un forte senso di giustizia. Avrà un percorso difficile, il libro inizia con un uomo provato, ma pieno di ideali e si conclude con uomo sempre più disilluso e privato di tutto ciò che di buono gli era rimasto. Sono eroi che hanno dato e perso tanto che non si vantano di nulla, non si preoccupano del futuro, ma solo del presente per far comunque funzionare un mondo marcio fino al midollo.


Ecco diciamo che questo libro è stato per me una gigantesca introduzione alla storia vera e propria, avrei sfoltito molte scene inutili (si apre scena, scena di sesso tra due personaggi così di botto e a caso, scena si chiude ?????) e aggiunte invece spiegazioni necessarie vista la complessità del quadro sociopolitico! Visto però il finale resto ovviamente curiosissima di leggere il seguito, nella speranza di avere la rivelazione che tanti hanno avuto e di gridare al capolavoro!


Un libro fuori dagli schemi, imprevedibile, forte in tutti i sensi possibili, che si ama o si odia. Voi da che parte state? Vi piace il genere Grimdark?


        3,5 ⭐⭐⭐


Alessia

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