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Recensione “Il regno di cenere” di Sarah J. Maas

Oggi esce Il regno di cenere, volume conclusivo della serie Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas. Per l’occasione ho organizzato un review party insieme ad altre blogger. Di seguito trovate la mia recensione del libro!

Titolo: Il regno di cenere
Autore: Sarah J. Maas
Pagine: 1080
Editore: Mondadori (Oscar Fantastica)
Anno di pubblicazione: 2021
Compralo a 8,99€
Aelin ha rischiato tutto per salvare il suo popolo, ma ha pagato un prezzo altissimo: è stata rinchiusa in una bara di ferro dalla regina Maeve, costretta a sopportare mesi di torture se non vuole condannare coloro che ama. Ma anche la sua forza e la sua determinazione iniziano a incrinarsi. Non è l'unica a dover combattere per assicurarsi un futuro, mentre i fili del destino dei vari personaggi si intrecciano inesorabilmente.

Recensione Il regno di cenere di Sarah J. Maas


Questa recensione probabilmente sarà lunghissima perché Il trono di ghiaccio è tra le mie serie preferite e sarà difficile contenere le emozioni. Ho moltissimo da dire.


Ho iniziato a leggere il trono di ghiaccio un pomeriggio d’estate del lontanissimo 2014 e lo divorai in pochissime ore. Mi appassionò come poche storie, mi fece ridere ed emozionare. A distanza di anni ho letto e riletto il romanzo e, seppur consapevole dei difetti, è un po’ come tornare a casa. 


L’attesa dei seguiti è stata un’agonia. Ricordo che dopo l’uscita del secondo volume, del terzo non si seppe più nulla, tant’è che per la prima volta decisi di acquistare un libro in inglese e provai a leggerlo. Questa serie è stata sfortunata, sempre ad un passo dalla interruzione; per questo quando finalmente ho avuto il file in anteprima, ero emozionata. Non mi sembrava vero che finalmente avessi il capitolo conclusivo nelle mie mani.


Con la Maas negli ultimi anni ho avuto un rapporto altanelante. Mi ha tenuto con il fiato sospeso, mi ha sorpreso, mi ha fatto innamorare dei suoi personaggi e delle sue ship, ma mi ha anche spezzato il cuore e questo penso non glielo perdonerò mai, anche se adesso gli voglio un po’ più bene rispetto a prima. 


Prima di iniziare questo libro ero dubbiosa e spaventata a causa di alcune delusioni (*coff coff* crescent city), quindi ero pronta al peggio. E invece mi ha sorpreso. È esattamente la Maas che amo. Non è perfetto, ma per quel che mi riguarda si avvicina moltissimo ai libri dell’autrice che adorato qualche anno fa (cioè i primi tre della serie).


Inizio con il dire che dei libri precedenti ricordavo la storia in linea generale, per questo secondo me sarebbe stato utile pubblicare La torre dell’alba e questo a pochi mesi di distanza, o al massimo l’impero delle tempeste e la torre dell’alba ravvicinati visto che gli eventi si svolgono in contemporanea e perché vi ricordo che quest’ultimo è uno spin-off con personaggi diversi, ma la storia è fondamentale per capire lo sviluppo della trama de il regno di cenere. Insomma, il rischio è che non ricordiate cosa sia successo ne l’impero delle tempeste perché sono passati praticamente due anni dalla sua pubblicazione, ecco.


Spaesamento che mi sono portata dietro per un po’ perché non tutti gli eventi precedenti vengono ripresi. Ma tralasciando questa cosa, è stato come andare sulle montagne russe. Momenti di calma, momenti un po’ noiosetti, ma anche momenti bellissimi ed emozionanti. Ho perso il conto dei pianti che mi sono fatta.


La trama di questo volume è ben architettata. L’autrice nei ringraziamenti dice di aver passato letteralmente metà della sua vita a progettare questa serie e secondo me si nota tantissimo. Ogni volta che un tassello è andato al proprio posto, io sono rimasta a bocca aperta. È questo il potere della Maas, ti sorprende quando meno te l’aspetti. E dopo la serie Acotar, non ero più abituata a questo genere di cose.


Anche i personaggi mi hanno colpita. Ho avuto una relazione complicata con loro a causa degli ultimi due volumi, in cui tutti mi sembravano uguali, esagerati e intercambiabili con quelli di acotar. Qui ho apprezzato lo sforzo dell’autrice di distinguerli, di renderli più umani e realistici. Sono personaggi che si evolvono e si comportano in maniera credibile.


Con Aelin ho finalmente fatto pace. Eravamo ai ferri corti dopo L’impero delle tempeste, ma qui ho apprezzato che la sua arroganza si sia dimezzata e mi è piaciuto vederla pronta a sacrificarsi pur di offrire un futuro al suo popolo. Anche Rowan stranamente non mi è dispiaciuto, seppure resta ben lontano dalla mia lista di personaggi preferiti. 


Il personaggio che però ho ADORATO è senza dubbio Dorian. Non l’avrei mai detto, ma è entrato dritto dritto tra i miei preferiti di questa serie, se non IL PREFERITO (sì, più di Chaol, ma solo perché la Maas, purtroppo, non ha grandissimi programmi per lui *sigh*).  È maturato tantissimo, è questo suo lato un po’ oscuro mi è piaciuto moltissimo. Il suo forse è il pov che ho trovato più coinvolgente, insieme a quello di Manon. Non mi soffermo su tutti i personaggi altrimenti non ne usciamo più, ma sappiate che ho apprezzato un po’ tutti, perfino Maeve (anzi, vi dirò di più, ho adorato le sue scene) e mi è piaciuto il fatto che anche quelli secondari abbiano acquisito spessore. Mi dispiace invece per tutte le altre comparse che avrei voluto avessero molto più spazio.


Ma, c’è un ma. Nonostante abbia adorato i personaggi, penso che alla Maas sia sfuggita di mano la gestione dei punti di vista. Se dico che ci sono 11 pov non sto esagerando. Aelin, Rowan, Chaol, Yrene, Dorian, Manon, Elide, Lorcan, Aedion, Lysandra, Nesryn. E dimentico sicuro qualcuno. Il problema non sono tutti questi punti di vista, il problema è che spesso sono inutili e ci troviamo a leggere scene che non aggiungono nulla alla storia o che sono ripetitive. Come le battaglie iniziali e nel mezzo. Oltre al fatto che fosse palese che non ci sarebbe stato nessun sviluppo, spesso i personaggi fanno le stesse azioni, provano le stesse emozioni, ecc. quindi è stato come leggere sempre le stesse cose.


Il finale in parte non è stato come mi immaginavo (diciamo che mi aspettavo lo scontro epico), ma nel complesso mi è piaciuto proprio perché è stato diverso da quello che ci si aspetta (ha senso?). E poi ve l’ho già detto che ho pianto un botto?


L’epilogo l’ho trovato perfetto. Un’ottima conclusione di una bellissima saga. Inutile dirvi che mi mancherà da morire! 


Fatemi sapere cosa ne pensate e passate a leggere le altre recensioni 💕.


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